IL VOLO NEI PARCHI
Nella confusione sempre maggiore delle leggi italiane, anche sulla gestione e tutela dei parchi vi sono regole e norme diverse tra le località e soprattutto vi sono interpretazioni ed applicazioni diverse a secondo dell'autorità resa competente.
Le stesse leggi sul volo sono contrastanti. Nella legge più generale che coinvolge gli aeromobili il divieto di sorvolo delle aree protette riguarda il volo a motore a bassa quota, ma regole locali hanno esteso questo divieto anche ad altri tipi di volo. Dove venga considerato, come da una interpretazione a noi sicuramente più simpatica ma tutta da verificare, che il VDS ha una legge completamente autonoma, il volo è consentito con le sole esclusioni del DPR 404 (sempre salve le regole locali). 
Di fronte però all'indubbia esigenza di tutelare alcune zone protette, occorre riconoscere che ben poca differenza vi è tra un aereo, un elicottero ed un ULM quando intendano fare i fracassoni, mentre sono sicuramente da valutare i minori impatti ambientali che hanno il volo veleggiato con mezzi privi di motore.

L'esperienza di Nicola

foto di repertorio da Archivio FIVL
Durante il mese d'Agosto mi sono recato in ferie in Calabria, ovviamente, ho portato la vela per fare qualche volo in quel posto incantevole che è il "Parco del Pollino". Parco che si estende, sul confine tra Calabria e Lucania, per circa 200.000 ettari.
Purtroppo, le guardie forestali mi hanno impedito di volare facendomi notare che è rigorosamente vietato sorvolare il parco come chiaramente indicato all'articolo 3 comma 1 lettera h, di cui faccio copia.

Ogni Parco ha il suo regolamento

foto di repertorio da Archivio FIVL


foto di repertorio da Archivio FIVL

(estratto del regolamento del parco del Pollino)
Art. 3. Divieti generali
1. Sono vietate su tutto il territorio del Parco Nazionale del Pollino le seguenti attività:
... omissis ...
h) il sorvolo non autorizzato dalle competenti autorità secondo quanto espressamente regolamentato dalle leggi sulla disciplina del volo;
... omissis...

Ho preso il brevetto qualche anno fa ormai, ma mi sembra di ricordare che le uniche aree vietate all'attività di volo o sorvolo siano:
· I centri urbani.
· Le zone in vicinanza (almeno 5-6 km) degli aeroporti civili e militari, le zone riservate ai militari.
Correggetemi se sbaglio.
In ogni caso,  gradirei sapere qualcosa in più in merito alle aree ed alle leggi che impediscono il volo.


L'esperienza di Alvaro de Orleans-Borbon

foto di repertorio da Archivio FIVL

 


foto di repertorio da Archivio FIVL

Qualche anno fa alcuni piloti di alianti sono stati osservati in volo vicino al monte Velino (piana di Avezzano), e direttamente condannati via decreto penale per reato ecologico senza nemmeno sentirli, con la corrispondente menzione sul loro casellario giudiziale, avendo sorvolato un parco regionale, e ciò in base ad una legge istitutiva dei parchi
regionali (non ricordo se di ambito regionale o statale), che vietava il sorvolo dei parchi ai velivoli.
Ricorso, ecc. in base al fatto che la legge della navigazione aerea chiaramente distingue tra velivoli, aerodine, ecc., e gli alianti non sono velivoli, e quindi non vietati. Udienza del ricorso continuamente rimandata, processo ancora aperto, insomma un'odissea giudiziaria.
Non ero tra gli afflitti, ma preoccupato del precedente (l'Italia è ormai costellata di parchi, riserve ecc., e aggirarli tutti è volovelisticamente impossibile) sono andato a parlare alla sede centrale del Corpo Forestale dello Stato a Roma, dove un direttore generale, tutt'altro che comprensivo, mi avvertì che nel parco del Velino è stato deciso di introdurre i grifoni dalla Spagna (credo si tratti di una specie non precedentemente presente in quei luoghi, non si tratta quindi di protezione di specie minacciata), e che gli alianti disturbavano i rapaci. 

Replicai che il fatto (il disturbo) era tutt'altro che provato, che esistevano notevoli esperienze positive di coesistenza rapaci - alianti, ecc. - mi fu ribadito che comunque l'aliante è "un fatto tecnologico" che, pur silenzioso e non inquinante, comunque non doveva disturbare, con la sua mera presenza nel cielo, la "purezza naturale" del parco.
A me questo argomento appare come un dogma che non ha riscontro nelle nostre leggi, ma è chiaro che tra chi amministra i parchi vi è la convinzione militante che tutto quel che vola in un parco, eccetto missioni di soccorso o elicotteri della forestale, o è un uccello o deve essere proibito.
A mio modesto parere è chiaro che solo una forte e urgente azione di lobbying (informativo e politico) eviterà la chiusura definitiva dello spazio aereo dei parchi ad ogni forma di volo sportivo.
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Conclusione


foto di repertorio da Archivio FIVL

In assenza per il momento di una legislazione più corretta, e soprattutto in presenza di una volontà politica di rendere queste questioni sempre più complesse per favorire questo o quel gruppo ecologista, questo o quel partito che lo appoggia, non è possibile intraprendere una azione di diritto legale pena il suo trascinamento all'infinito come per le cause già in corso. Diviene invece indispensabile con la collaborazione di tutti (come già proposto nelle scorse assemblee FIVL) una mappatura del territorio al fine di conoscere esattamente le reali situazioni. 
Solo dopo questa analisi si potranno confrontare le esperienze locali e trovare il modo di convincere i rappresentanti dei parchi e gli ambientalisti della bontà delle nostre ragioni con un coordinamento efficace.
Sicuramente tutti noi sappiamo quanto il volo libero sia compatibile e in sintonia con parchi e natura se correttamente svolto. Se eviteremo di scontrarci, potremo discutere con chi ha sinceramente a cuore i problemi della natura e trovare compromessi accettabilissimi e che tutti soddisferanno.

Buoni Voli  
Italo Tarasconi 


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